Contro la povertà educativa e la dispersione scolastica, Save the Children e Fondazione Agnelli portano avanti per il sesto anno un progetto che restituisce ai ragazzi più fragili opportunità di apprendimento, relazione e scoperta.
In Italia, l’estate non è la stessa per tutti. Per molti bambini e adolescenti, la pausa scolastica si trasforma in un tempo lungo e vuoto, privo di stimoli, relazioni e occasioni di crescita. A mancare non è solo il banco, ma tutto ciò che lo circonda: il sostegno, la fiducia, lo sguardo di un adulto che accompagna. È in questo spazio che si inserisce Arcipelago Educativo, il progetto nato nel 2020 da Save the Children e Fondazione Agnelli per contrastare la perdita di apprendimento estiva (il cosiddetto summer learning loss) e le disuguaglianze educative.
Nel nostro Paese, il rischio è concreto: la pausa estiva dura in media 13 settimane, quasi il doppio rispetto ad altri Stati europei, e il 40% degli studenti alla fine del primo ciclo non raggiunge il livello minimo di competenze in italiano; il 44% in matematica. Per i ragazzi che vivono in povertà – 1,3 milioni in Italia – l’interruzione scolastica rappresenta un ulteriore fattore di esclusione.
È a loro che Arcipelago Educativo si rivolge: dal 2020 ha coinvolto oltre 7.400 minori, offrendo opportunità gratuite di apprendimento, gioco e socialità, con un’attenzione particolare alle aree più svantaggiate del Paese, da Rosarno a Mestre, da Palermo a Torino.
L’edizione 2025, appena avviata, coinvolge oltre 540 bambine e bambini tra i 9 e i 14 anni in 12 istituti comprensivi di 9 città italiane, con una particolare attenzione all’inclusione: il 49% ha un background migratorio, il 22% presenta bisogni educativi speciali.
Le giornate si articolano in 100 ore di attività laboratoriali, outdoor education, visite a luoghi d’arte e natura, e tutoraggi personalizzati. Ogni percorso è progettato in sinergia con le scuole e condiviso con le famiglie, che firmano un patto di corresponsabilità. Un metodo che non lascia indietro nessuno, e che valorizza le risorse del territorio.
«Il tempo estivo può diventare un tempo di possibilità», spiega Francesca Bilotta, responsabile educazione e povertà minorile di Save the Children. «Con Arcipelago, offriamo a bambini e adolescenti la possibilità di vivere esperienze educative significative anche lontano dai banchi, dimostrando che si può imparare anche giocando, esplorando, condividendo».
Un modello che funziona.
La valutazione indipendente del progetto, curata da FBK-IRVAPP, ne ha misurato l’impatto: gli studenti coinvolti hanno ottenuto risultati pari a 2 mesi di apprendimento in matematica e 3,5 in italiano rispetto ai coetanei che non vi hanno partecipato. Non solo: sono emersi miglioramenti anche nell’autostima, nella motivazione allo studio e nella capacità di stare in gruppo.
«Ora non ho più paura di sbagliare quando parlo» racconta Ludovica, da Napoli.
«Il cambiamento più importante? Imparare a rispettare gli altri» aggiunge Franco, da Venezia-Marghera.
Oggi Arcipelago Educativo è replicato autonomamente da oltre 60 enti e scuole, da Trescore, nelle montagne bergamasche, alla periferia napoletana di Pianura, grazie a un manuale metodologico gratuito e a una piattaforma online con 550 risorse. La rete si allarga, l’arcipelago si espande.
Come sottolinea Andrea Gavosto, direttore della Fondazione Agnelli:
«Arcipelago dimostra che la perdita di apprendimento si può contrastare con azioni mirate e sostenibili. Ma serve allargare l’accesso: oggi è ancora una risposta per pochi rispetto al bisogno diffuso».
In un Paese dove una famiglia su quattro con figli non può permettersi una settimana di vacanza, garantire a tutti i minori un’estate educativa e inclusiva non è un lusso: è un diritto.
Arcipelago Educativo ci ricorda che il tempo libero può diventare tempo fertile, se coltivato con cura, prossimità e visione. E che la scuola, quando si apre al territorio e costruisce alleanze, può restare viva anche d’estate. Anche quando le campanelle tacciono, l’educazione non va in vacanza.
(Articolo di prova)

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