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Ricominciare dalla cura: formazione e dignità per donne e giovani ai margini

A Bari e in tutta Italia, il progetto promosso da Dynamo Camp e Intesa Sanpaolo Assicurazioni offre percorsi gratuiti per trasformare l’emarginazione in riscatto professionale e umano

In un mondo che cambia rapidamente, c’è un settore che resta centrale e sempre più strategico: quello della cura. È proprio da qui che parte un’iniziativa nazionale rivolta a donne e giovani in situazioni di forte esclusione sociale. Un progetto ambizioso e concreto promosso da Dynamo Camp e Dynamo Academy, in collaborazione con Intesa Sanpaolo Assicurazioni, che punta a formare nuove professionalità nel campo dell’assistenza e, allo stesso tempo, offrire una seconda possibilità di vita.

A Bari, il progetto ha coinvolto 40 donne in condizioni di vulnerabilità economica e sociale, grazie al supporto del Consorzio Meridia. I corsi, riconosciuti dalla Regione Puglia, si sono concentrati sulla formazione per l’assistenza all’infanzia: un settore che richiede competenze sempre più qualificate e può aprire la strada a nuove opportunità lavorative, soprattutto per chi fino a ieri si sentiva ai margini.

Non è solo un attestato a cambiare le cose, ma il percorso fatto per ottenerlo. Lo raccontano le storie di chi ha partecipato. Alessia, 31 anni, oggi guarda al futuro con speranza, e Samantha, 34, sintetizza così la sua esperienza: «Rivincita». Dietro ogni testimonianza c’è la consapevolezza che la formazione può diventare leva di trasformazione, non solo professionale ma anche personale.

Dal 2022, il progetto ha formato gratuitamente 225 persone tra Toscana, Campania, Lazio e Puglia, offrendo quasi 5.000 ore di lezione in aula e sul campo. Il tratto distintivo di ogni percorso è l’applicazione del Metodo Dynamo, un approccio alla “terapia ricreativa” sviluppato per i bambini con patologie gravi e adattato oggi anche per rafforzare competenze relazionali e di cura nei contesti educativi, aziendali e comunitari.

Nel 2025, sono 75 i nuovi partecipanti attivi tra Puglia, Lazio e Campania, suddivisi in quattro classi e tre percorsi formativi, per un totale di oltre 1.100 ore di attività. Il modello sembra funzionare: secondo i dati raccolti tra il 2022 e il 2024, a sei mesi dalla fine dei corsi più di un partecipante su tre è riuscito a inserirsi nel mondo del lavoro o a proseguire gli studi. La percentuale sale nelle regioni dove l’urgenza sociale è più acuta, come la Campania o la Puglia, dove i corsi rappresentano anche un presidio di dignità per donne vittime di violenza o in gravi condizioni di marginalità.

Il progetto non si limita alla formazione tecnica. Ogni ciclo prevede un momento pubblico – in avvio o in conclusione – dedicato a riflettere su futuro del lavoro di cura, necessità emergenti delle comunità e possibili alleanze tra enti pubblici e privati. Un’occasione per costruire rete, condividere buone pratiche e rafforzare un investimento collettivo.

Guardando al futuro, il programma prevede l’estensione in nuove regioni, a partire da Molise e Sicilia nel 2026. Segno che questo percorso non si ferma: continua a crescere, spinto dalla convinzione che, per cambiare davvero le cose, serva partire da chi ha più bisogno. E serva, soprattutto, offrire strumenti per farcela con le proprie mani.

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